Far East

di Marcello Greco

  • Alexei Navalny

    Decine di poliziotti, armati e con il volto coperto, hanno circodato l’ufficio del blogger russo Alexei Navalny, strenuo oppositore del presidente Putin. Poi lo hanno perquisito per ore, portando via computer, cellulari e altro materiale.

    Mi hanno sequestrato anche hard disk e cd contenenti foto dei miei figli e alcune tshirt con su stampati slogan dell’opposizione“, racconta Navalny.

    Contemporaneamente, altri agenti perquisivano le abitazioni di Sergei Udaltsov, capo del fronte di sinistra, Ilia Yashin, attivista liberale e di Ksenia Sobchak, nota presentatrice tv. Tutti finiti nel mirino delle indagini per gli scontri di piazza dello scorso 6 maggio, vigilia dell’insediamento al Cremlino di Vladimir Putin.

    Una chiara mossa per indebolire le opposizioni e scoraggiare le proteste.

    Udaltsov in piazza

    Come se non bastasse, dopo le perquisizioni di ieri, i quattro dissidenti sono stati convocati stamani per un interrogatorio, nelle stesse ore in cui si stanno radunando in una Mosca blindata e presidiata da 12mila agenti decine di migliaia di manifestanti per partecipare alla “marcia dei milioni”.

    Un nuovo corteo anti-putiniano, organizzato per reagire al nuovo giro di vite imposto dal tre volte presidente russo. Che venerdì ha firmato una legge che aumenta di 150 volte le multe per chi partecipa a manifestazioni non autorizzate: 9mila dollari la sanzione prevista, 30mila per gli organizzatori.

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