Far East

di Marcello Greco

  • Putin e il suo “nuovo” governo

    Squadra che vince non si cambia. E’ probabilmente quello che avrà pensato anche il tre volte presidente russo Vladimir Putin nel nominare il suo nuovo governo. Che definire nuovo fa quantomeno sorridere. Dei 28 membri dell’esecutivo, infatti, ben 12 sono rimasti al proprio posto mantenendo l’incarico; dieci erano già viceministri nel precedente governo e sono stati promossi al rango di ministri; gli altri, infine, vengono dallo staff presidenziale.

    Una scelta ben precisa, quella di Putin, determinato a cementare con una squadra già rodata il suo potere, sconfessando così il primo ministro Dmitry Medvedev che aveva promesso un governo rinnovato per almeno tre quarti.

    E invece di facce nuove nell’esecutivo se ne vedranno poche. Confermati il primo vice premier Igor Shuvalov e quattro dei sei vice primi ministri. Confermati anche i ministri chiave del precedente governo Putin: dal ministro delle finanze Anton Siluanov a quello della difesa Anatoly Serdyukov, dal ministro degli esteri Sergei Lavrov a quello giustizia Alexander Konovalov, dal titolare del ministero dell’industria Denis Manturov a quello della cultura Vladimir Medinsky e dello sport Vitaly Mutko.

    Promossi sul campo, poi, numerosi viceministri – tra cui quello per le emergenze Sergei Shoigu, quello per lo sviluppo economico Elvira Nabiullina e il viceministro delle finanze Sergei Shmatko – che diventano titolari di ministero.

    Tra le (poche) novità volute dal Cremlino la bipartizione del vecchio ministero della salute e dello sviluppo sociale in due ministeri distinti e la creazione di un nuovo ministero competente per lo sviluppo delle province più orientali del paese (Far East).

    E poi due curiosità. Il nuovo esecutivo varato da Putin vedrà al suo interno il più giovane ministro di sempre, Nikolai Nikiforov, appena 29 anni – che guiderà il ministero delle comunicazioni e dell’editoria – e uno degli uomini più ricchi di Russia, Mikhail Abyzov, scelto dal presidente russo per coordinare i rapporti del governo con “Open Government”, una comunità di pensatori fondata da Medvedev.

    Fonte: The Moscow Times

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