Far East

di Marcello Greco

  • Aung San Suu Kyi

    L’auto di Aung San Suu Kyi si fa strada a fatica tra la folla.. Tutti vogliono vederla, festeggiarla, ascoltarla.. E’ una giornata storica, questa, attesa da 22 anni.. La leader indiscussa dell’opposizione birmana, San Suu Kyi, dopo 15 anni trascorsi ai domiciliari, ha conquistato il suo primo seggio in parlamento.

    “E’ l’inizio di una nuova era”, dice sicura il premio Nobel per la pace ai suoi sostenitori, accorsi festanti davanti il quartier generale del partito, la Lega nazionale per la democrazia.

    “Oggi non celebriamo tanto il nostro trionfo, quanto il trionfo della gente che ha deciso di partecipare al processo politico nel paese”.
    E poi un appello: alla riconciliazione e alla cooperazione con le altre forze politiche. La via maestra, secondo la dissidente 66enne, per creare un clima democratico nel paese.

    La vittoria di ieri, tuttavia, è solo un primo passo. I seggi assegnati sono appena 45 su 440. Il parlamento resta ancora controllato dai militari.
    La partita vera si giocherà nel dopo voto. Il presidente Thein Sein, ex generale alla guida di un governo formalmente civile, potrebbe offrire incarichi di governo ad esponenti dell’opposizione, vincitori di queste elezioni suppletive.

    Un’ulteriore concessione per dimostrare al mondo che la Birmania fa sul serio sulla via delle riforme e incassare un alleggerimento delle sanzioni che gravano sul paese asiatico.

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