Far East

di Marcello Greco

  • Putin commosso

    Non ha trattenuto la sua commozione Vladimir Putin, rieletto per la terza volta in dodici anni presidente della Russia. Insieme al fido Dmitry Medvedev, che di Putin prenderà il posto di premier, l’ex agente del Kgb si è mostrato in lacrime davanti ai suoi sostenitori, accorsi raggianti sotto le mura del Cremlino.

    “Le mie non erano lacrime di commozione”, si è affrettato a spiegare ai suoi l’uomo forte di Russia. “Le lacrime erano vere ma provocate dal vento”.

    Il risultato delle urne, comunque, parla chiaro. Il compagno Vladimir si è ripreso il comando del Paese, che guiderà fino al 2018.

    Le opposizioni, che questa sera torneranno in piazza,  denunciano brogli e migliaia di casi sospetti. Manipolazioni del voto sono state confermate anche dagli osservatori dell’Ocse, mentre secondo l’ong indipendente “Golos” Putin avrebbe ottenuto una maggioranza ben più risicata del 63 per cento certificato dalla commissione elettorale, attestandosi in realtà al 50,2 per cento.

    Guerra di numeri a parte, la Russia è entrata nella terza fase del putinismo. Ma, rispetto a otto anni fa, quando Putin ottenne il 71 per cento dei suffraggi, l’aria è decisamente cambiata. E il capo del Cremlino non potrà non tenerne conto.

    [Il servizio del Tg3 del 5 marzo 2012]

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