Adesso è ufficiale. Il fondatore del partito liberale “Yabloko” Grigory Yavlinsky e il governatore della regione di Irkutsk Dmitry Mezentsev non potranno correre alle prossime presidenziali di marzo. Lo ha deciso la Commissione centrale elettorale russa che ha ufficialmente bocciato la candidatura dei due politici contestando la regolarità delle firme raccolte.
Le autorità, in particolare, non hanno ritenuto valido un quarto delle sottoscrizioni presentate da Yavlinsky, che dunque vede sfumare la possibilità di sfidare Putin, il grande favorito.
Secondo la legge russa, tutti i candidati indipendenti e i cui partiti non sono rappresentati in Parlamento devono raccogliere almeno due milioni di firme per poter essere ammessi alla sfida elettorale. La commissione elettorale, poi, deve controllarne 400mila; se più del 5 per cento viene valutato irregolare il candidato viene escluso.
“E’ una decisione presa da Putin e non dalla Commissione elettorale – ha denunciato il leader di “Yabloko” - tutte le firme raccolte sono autentiche”.
Restano dunque in quattro gli avversari che il prossimo 4 marzo sfideranno il premier russo: Gennady Zyuganov del partito comunista, Sergei Mironov di “Russia giusta”, Vladimir Zhirinovsky del partito liberal-democratico e il miliardario Mikhail Prokhorov.
Fonte: Tass – Ria Novosti


